Giovedì 23 Ottobre 2014 ore 14:46
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Parco Sempione

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Il secondo parco pubblico realizzato a Milano, deve il proprio nome al fatto di essere posto lungo la direttrice che dal Duomo porta, attraverso l'Arco della Pace, al Passo del Sempione.
Realizzato dal 1890 al 1893 dall’architetto Emilio Alemagna, deve la sua esistenza a un periodo di crisi edilizia, verificatasi a Milano in quegli anni.
Il Piano Regolatore del 1889, redatto dall'architetto Cesare Beruto, prevedeva la sistemazione dell’area alle spalle del Castello Sforzesco, adibita da circa un secolo a Piazza d’Armi. Anticamente in questo luogo sorgeva il “barcho”, parco ducale visconteo, che gli Sforza ampliarono e cintarono.
Era una grande tenuta di oltre tre milioni di metri quadrati e disponeva di ben otto porte d’accesso. Vi erano boschi, giardini, frutteti, fontane e pergolati.
Una traccia della vegetazione la ritroviamo nell’affascinante affresco della “Sala dell’Asse” di Leonardo da Vinci, ispirato ai viali a volta e alle “sale di verzura” fatte allestire nel parco da Ludovico il Moro. Nel parco si cacciava ed erano state importate belve feroci dall’oriente per simulare cacce grosse. In seguito gli Spagnoli conservarono il parco, anche se ormai ridimensionato e in stato di abbandono, fino al 1681, quando fu diviso in poderi e divenne area agricola. L’idea che Alemagna sviluppò fu quella di un grande parco all’inglese in cui, tra corsi d’acqua, sentieri che si intrecciano e accenni di brevi alture, volle imitare la campagna aperta, creando un magnifico gioco prospettico tra il Castello e l’Arco della Pace. Il progetto prevedeva, però, anche la creazione di grandi vie di transito per le carrozze e la costruzione, non realizzata, di una grande arteria che, partendo da via XX Settembre, avrebbe tagliato il parco, arrivando all’Arena.
Già allora l’area del parco univa tre importanti monumenti cittadini: il Castello (1370-1450), l’Arena neoclassica eretta nel 1806 da Luigi Canonica e l’Arco della Vittoria (poi della Pace) eseguito nel 1807 da Luigi Cagnola. Si aggiunsero in seguito altri monumenti cittadini: l’Acquario Civico dell'architetto Sebastiano Locati, costruito per l’Esposizione Internazionale (1906), il Palazzo dell’Arte dell’architetto Giovanni Muzio (1931) e la Torre del Parco di Giò Ponti (1933) .Negli anni '30 Giò Ponti realizza anche la recinzione della parte centrale del parco.
Sulla collinetta a nord-est del parco, detta ironicamente Monte Tordo per distinguerla da Monte Merlo dei Giardini Pubblici di Porta Venezia, è posto il monumento a Napoleone III di Francesco Barzaghi.
Negli anni ’30, a seguito della copertura dei Navigli, venne ospitato il Ponte delle Sirenette, già in contrada San Damiano.
Nel 1973 furono collocate le opere “Storia della Terra” di Paradiso, “Accumulazione musicale” di Arman, i “Bagni misteriosi” di De Chirico.
Nel 1957 venne redatto un progetto di risistemazione dell'area dagli architetti Viganò e Porcinai.

L'Amministrazione comunale nel 1996 promuove il restauro del parco Sempione realizzato in più lotti. La proposta si inserisce in un programma di ampio respiro finalizzato al recupero di una rilevante porzione del tessuto storico urbano rappresentato dal sistema unitario costituito da corso e piazza Sempione, parco, Castello Sforzesco e dal complesso monumentale caratterizzato da strutture "forti" poste al contorno, Triennale, Castello, Arena, Acquario, Arco della Pace. Il restauro ha generato un programma coordinato di opere pubbliche per la realizzazione del “Sistema Parco” che ha coinvolto strade, piste ciclabili, edifici, monumenti e sculture.
Il programma di restauro si è avviato con la realizzazione del nuovo perimetro della recinzione al fine di intervenire immediatamente nella riqualificazione delle aree più degradate, in questo modo la superficie protetta del parco è passata da 167.000 a circa 350.000 metri quadrati.
I criteri di restauro architettonico riprendono gli elementi del progetto originale ed eliminano strutture sorte successivamente. Si sono recuperati così i percorsi principali come ad esempio viale Malta, collegamento monumentale tra l'Arco della Pace e il Castello.
Vengono ridisegnati ambiti dedicati a funzioni specifiche quali la collina di monte Tordo che ospita la biblioteca, piazza del Cannone terrazza dedicata agli eventi di maggior richiamo, il retro della Triennale per le esposizioni all'aperto, l’area giochi, le aree cani ecc.
Contestualmente alle opere edilizie AEM realizza il nuovo impianto di illuminazione e di telesorveglianza.
Il restauro botanico e vegetale ha visto la riproposizione di specie floreali in uso all'epoca di realizzazione: collezioni di Cornus, Osmanthus, viburni, ortensie, camelie, rododendri, azalee, rose antiche e magnolie.
Masse arbustive poste in successione su più piani prospettici, organizzate secondo l'epoca di fioritura, i colori e le dimensioni, ricostruiscono il disegno romantico, sottolineano la struttura principale del parco e la prospettiva centrale.
Per le specie arboree si è avviata una graduale sostituzione di esemplari o gruppi di piante in cattivo stato vegetativo e di minor pregio quali olmi, robinie e pioppi. Queste varietà erano utilizzate originariamente per garantire nel breve tempo la formazione di masse vegetali in attesa che le piante monumentali a lento sviluppo quali querce, faggi, noci e sempreverdi raggiungessero le dimensioni previste dal progetto.
Un nuovo impianto di irrigazione automatico, alimentato da pozzi di prima falda garantisce il mantenimento e lo sviluppo delle parti vegetali.



Data di costituzione: 1890
Zona decentramento: 1
Superficie: mq 300.000
Campi gioco: 1
Campi polivalenti pallavolo/basket: 2
Aree cani: 4
All’interno del parco: Castello Sforzesco, Arena Civica, Palazzo dell’Arte, Torre di Giò Ponti (vedi gli orari di apertura al pubblico in fondo pagina), monumento a Napoleone III, biblioteca comunale,
Alberature: acero, ippocastano, platano, tiglio, olmo, robinia, faggio, cedro del Libano, pino, bagolaro, quercia rossa, sofora, pioppo cipressino, gleditsia, frassino, pino nero.
Accessi: via Pagano, via Bertani, piazza Castello, viale Elvezia, viale Milton, viale Gadio, viale Alemagna, viale Legnano
Mezzi pubblici: tram 1-3-4-12-14-20-27-30; bus 43-57-61-70-94; M1-M2; FNM Cadorna

Orari di apertura: gennaio-febbraio 6.30-20 marzo-aprile 6.30-21 maggio 6.30-22 giugno-settembre 6.30-23.30 ottobre 6.30-21 novembre-dicembre 6.30-20


Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Ottobre 2008 16:02 )  
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